20 Gennaio: Una giornata per Willy e Youssef. Quando il rispetto diventa scelta di vita
17 Gennaio 2026
Il 20 gennaio 2026 non sarà una data come le altre sul calendario della nostra scuola. In tutta Italia si celebra la prima «Giornata del rispetto», un appuntamento istituito dalla Legge n. 70 del 2024 per fermarsi a riflettere su bullismo, cyberbullismo e su ogni forma di violenza che ferisce la dignità umana.
Quest’anno, però, la ricorrenza non è solo un paragrafo di legge o un invito istituzionale giunto dal Ministero dell’Istruzione (con la nota n. 117 del 16 gennaio). Quest’anno la Giornata del Rispetto brucia di un dolore vivo e vicino.
Il sacrificio di Willy e il dolore per Youssef
La legge ha voluto dedicare questa giornata alla memoria di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo che nel 2020 perse la vita per aver difeso un amico. Il suo sorriso è diventato il simbolo di un coraggio “buono”, quello che non usa i pugni ma la solidarietà.
Tuttavia, la nostra riflessione oggi deve fare i conti con un’altra ferita aperta: la tragica morte di Youssef Abanoub, lo studente di 18 anni ucciso pochi giorni fa all’interno di un’aula dell’Istituto “Domenico Chiodo” di La Spezia. Sapere che un ragazzo è morto tra i banchi, in quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro della nostra crescita, ci interroga nel profondo. Come siamo arrivati a questo? Perché il conflitto deve trasformarsi in tragedia?
Un invito al dialogo
Accogliendo l’invito del Ministro Valditara, i nostri docenti dedicheranno parte delle lezioni del 20 gennaio per discutere con noi di questi fatti. Non saranno lezioni di “teoria”, ma momenti di confronto reale. Partire dal dramma di Youssef significa chiederci come gestiamo la rabbia, come guardiamo il compagno di classe che sentiamo “diverso” e come possiamo disinnescare la violenza prima che diventi irreparabile.
Il rispetto non è una parola astratta scritta su un cartellone. È una scelta quotidiana. È decidere di non ridere di un video umiliante su WhatsApp, è avere il coraggio di intervenire quando vediamo qualcuno in difficoltà, è capire che la forza vera non sta nel sopraffare l’altro, ma nel riconoscerlo come un nostro pari.
Il 20 gennaio siamo tutti chiamati a partecipare. Non per dovere, ma per onorare la memoria di chi, come Willy e Youssef, non è più qui a causa dell’assenza di quel rispetto che è l’unica vera base del nostro stare insieme.
L’appuntamento: Martedì 20 gennaio, in tutte le classi, si terranno momenti di dibattito coordinati dai docenti per trasformare questa ricorrenza in un impegno concreto per il nostro futuro.





