Oltre il Verde: Perché il 22 aprile non è solo una ricorrenza

15 Aprile 2026 Off Di Redazione

Pubblichiamo il lavoro degli studenti e delle studentesse della classe 2 A Liceo scientifico Orlanda Ambrosino

Mentre leggete queste righe, la temperatura media globale ha già superato stabilmente la soglia critica di +1,5°C rispetto all’era pre-industriale. Non è un dato astratto letto su un manuale di fisica, ma la realtà con cui ci siamo confrontati durante l’ultima Unità Didattica di Educazione Civica. In occasione della Giornata Mondiale della Terra del 22 aprile, noi studenti della classe II A vogliamo andare oltre lo slogan “salviamo il pianeta” per analizzare la complessità della sfida che ci attende.
Il cuore del problema: L’Accordo di Parigi
Tutto parte da un momento di svolta: il 2015. Durante la COP21, 196 Paesi hanno firmato l’Accordo di Parigi, il primo trattato universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici. L’obiettivo è chiaro: limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C.
Ma come si traduce questo impegno nella pratica? La risposta risiede nell’Agenda 2030, la nostra “tabella di marcia” verso la sostenibilità, su cui ci siamo soffermati durante alcune ore di lezione analizzando due pilastri fondamentali: gli Obiettivi 13 e 15.
Obiettivo 13: Agire per il clima
L’obiettivo 13 (Lotta contro il cambiamento climatico) non riguarda solo il meteo. È una questione di resilienza. Come liceali scientifici, abbiamo studiato i meccanismi del bilancio radiativo terrestre e l’impatto dei gas serra.
L’obiettivo 13 ci chiede di integrare le misure di contrasto al cambiamento climatico nelle politiche nazionali, ma anche di migliorare l’istruzione e la sensibilizzazione. Non si tratta solo di “ridurre”, ma di trasformare il nostro modo di produrre energia e consumare risorse.
Obiettivo 15: La vita sulla Terra
Spesso dimentichiamo che il clima e la biodiversità sono due facce della stessa medaglia. L’obiettivo 15 non è solo un invito a piantare alberi, ma un piano d’emergenza per proteggere e ripristinare gli ecosistemi terrestri.
Durante le nostre lezioni, abbiamo capito che contrastare la desertificazione non è una sfida che riguarda solo paesi lontani, ma un rischio concreto anche per il bacino del Mediterraneo. Proteggere le foreste significa salvaguardare i “polmoni” del pianeta, essenziali per assorbire quell’anidride carbonica che noi stessi continuiamo a immettere nell’atmosfera. In ultima analisi, fermare la perdita di biodiversità non è un esercizio di stile, ma una necessità biologica: ogni specie che scompare indebolisce la rete sottile che sostiene la vita, inclusa la nostra.
Il nostro ruolo: Scienza e Consapevolezza
Perché parlarne proprio al Liceo Scientifico? Perché la crisi climatica è, prima di tutto, una sfida che richiede competenze tecniche. Abbiamo bisogno di nuovi materiali, di energie pulite e di modelli matematici sempre più precisi per prevedere i rischi naturali.
Tuttavia, la tecnica senza l’etica è cieca. L’Educazione Civica ci insegna che siamo cittadini di un sistema interconnesso. La Giornata della Terra non deve essere l’unico giorno in cui ci ricordiamo di differenziare i rifiuti o di spegnere le luci in classe; deve essere il momento in cui rinnoviamo il nostro impegno a studiare, capire e pretendere azioni concrete.
L’Accordo di Parigi è stata una promessa. L’Agenda 2030 è il piano d’azione. E noi siamo la generazione che deve passare dai trattati ai fatti.

Gli Studenti della II A del Liceo Scientifico