La storia vista con gli occhi di un bambino
26 Maggio 2026
Pubblichiamo il lavoro svolto dall’alunno Montella Giovanni della classe 3^ Liceo Scientifico., coordinato dal Prof. Michele Stanzione
La storia può essere una scienza?
La domanda se la storia possa essere considerata una scienza è stata affrontata nel corso dei secoli da filosofi e studiosi. Già nell’antichità, pensatori come Socrate (470-399 a.C.) e Aristotele (384-322 a.C.) si interrogavano sulla natura della conoscenza e su cosa rendesse un sapere davvero affidabile. Aristotele, in particolare, distingueva tra conoscenze universali e necessarie e altre legate a eventi particolari: la storia, occupandosi di fatti concreti e irripetibili, sembrava quindi avere uno statuto diverso rispetto alle scienze “pure”.
Con il passare del tempo, soprattutto tra Ottocento e Novecento, il problema si ripresenta in modo ancora più forte. In questo contesto si inserisce il lavoro di Marc Bloch (1886-1944), uno dei più importanti storici del XX secolo e fondatore della scuola delle Annales. Bloch non fu solo uno studioso, ma anche un uomo impegnato nella realtà del suo tempo: partecipò alle guerre mondiali e morì durante la Seconda guerra mondiale. Questo rende il suo pensiero ancora più significativo, perché nasce da un’esperienza concreta della storia.
Nel suo libro Apologia della storia, Bloch parte da una domanda semplice ma profondissima, posta da un bambino: “Papà, a cosa serve la storia?”. Questa domanda, che può sembrare banale, in realtà mette in crisi l’utilità stessa della disciplina. Bloch decide di rispondere proprio per dimostrare che la storia non è solo memoria del passato, ma uno strumento fondamentale per comprendere il presente e orientarsi nel futuro.
Secondo Bloch, la storia può essere considerata una scienza perché utilizza un metodo rigoroso. Lo storico lavora sulle fonti, le analizza criticamente, le confronta e cerca di eliminare errori e interpretazioni sbagliate. In questo senso, il lavoro dello storico è simile a quello di uno scienziato: entrambi cercano la verità attraverso un procedimento preciso. Inoltre, la storia non studia solo eventi politici o militari, ma anche la vita quotidiana, le mentalità, l’economia e la cultura di un’epoca.
Tuttavia, esistono anche molte critiche a questa posizione. Alcuni filosofi sostengono che la storia non possa essere una vera scienza perché non è oggettiva al cento per cento: ogni storico interpreta i fatti in modo diverso. Inoltre, gli eventi storici non possono essere ripetuti o verificati con esperimenti, come accade nelle scienze naturali. Lo stesso discorso vale per la filosofia, che si basa su domande fondamentali senza risposte definitive.
In conclusione, la storia può essere definita una scienza, ma non una scienza esatta. È una disciplina complessa, basata su metodo, analisi e spirito critico. Allo stesso modo, la filosofia, pur non offrendo certezze assolute, contribuisce alla ricerca della verità. La domanda del bambino da cui parte Bloch ci fa capire proprio questo: la storia serve perché ci aiuta a capire chi siamo, da dove veniamo e, in parte, anche dove stiamo andando.
GIOVANNI MONTELLA 3^A





