Maturità 2026: 99,8% promossi, ma il dibattito sulla valutazione resta aperto

6 Agosto 2026 Off Di Antonio Auricchio

L’Esame di Stato continua a rappresentare uno dei momenti più significativi del percorso scolastico degli studenti italiani. I dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) relativi alla Maturità 2026 confermano un quadro di risultati estremamente positivi: il 99,8% degli studenti ammessi ha conseguito il diploma e 14.123 candidati hanno ottenuto il voto massimo con lode, di cui 3.018 in Campania, la regione con il maggior numero di eccellenze.

Numeri che, a una prima lettura, sembrano raccontare una scuola capace di preparare studenti competenti e motivati. Tuttavia, il quadro si fa più articolato se questi risultati vengono confrontati con le rilevazioni nazionali INVALSI, che continuano a evidenziare criticità negli apprendimenti e persistenti divari territoriali.

Anche tra gli insegnanti emergono dubbi sull’efficacia dell’attuale Esame di Stato. Un sondaggio pubblicato dalla rivista La Tecnica della Scuola mostra che 177 docenti su 407 (pari al 43,49%) ritengono l’esame poco utile nella sua configurazione attuale. Inoltre, sette insegnanti su dieci giudicano che la riforma della Maturità non abbia prodotto miglioramenti significativi.

Di fronte a un tasso di promozione così elevato, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha espresso una posizione chiara in un intervento pubblicato da Orizzonte Scuola. Alla domanda se l’Esame di Maturità debba essere mantenuto, il Coordinamento risponde con un convinto sì, ma pone una condizione fondamentale: l’esame deve continuare a rappresentare un momento autorevole di certificazione pubblica delle competenze acquisite.

Secondo il presidente del CNDDU, Romolo Pesavento, gli eccellenti risultati conseguiti da molti studenti del Mezzogiorno dimostrano che i divari educativi, spesso legati a condizioni socio-economiche svantaggiate, non sono un destino inevitabile. Si tratta di un patrimonio di talenti che merita di essere valorizzato e sostenuto.

Proprio per questo, il Coordinamento sottolinea l’importanza di garantire criteri di valutazione omogenei e credibili in tutto il territorio nazionale. «Il problema – afferma Pesavento – non è stabilire se vi siano “troppe” lodi, ma assicurare che ogni lode, ogni 100 e ogni diploma siano espressione di criteri credibili, trasparenti ed equi».

Info Box

In conclusione, le novità introdotte nell’Esame di Stato 2026 non sembrano aver modificato in modo sostanziale né il numero degli ammessi né quello dei diplomati. I dati confermano un elevato livello di successo scolastico, ma riaprono anche il confronto sul significato della valutazione finale e sulla necessità di rendere sempre più coerente il rapporto tra risultati dell’esame, competenze effettivamente acquisite e credibilità del sistema di istruzione italiano.