Nuove scoperte nell’antica Pompei: emerge una sala affrescata con iniziazione ai misteri e corteo di Dioniso

6 Marzo 2025 Off Di Antonio Auricchio

A più di un secolo dalla scoperta della Villa dei Misteri, Pompei rivela nuove meraviglie che gettano luce sui profondi misteri del culto di Dioniso nell’antica Roma. Recentemente, durante gli scavi nell’insula 10 della Regio IX, è emerso un affresco monumentale che ha lasciato gli archeologi estasiati: un fregio megalografico che avvolge tre lati di una sala per banchetti, con il quarto lato aperto su un giardino lussureggiante.

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha sottolineato l’importanza di questi ritrovamenti durante una visita al sito, evidenziando l’impegno del governo italiano nel supportare gli scavi, il restauro e la valorizzazione di Pompei, con un recente stanziamento di 33 milioni di euro. Questo investimento ha già portato a un significativo aumento dei visitatori, riflettendo l’interesse crescente per questo sito archeologico straordinario.

L’affresco stesso raffigura il corteo di Dioniso, il dio del vino e delle feste. Le figure dipinte includono baccanti danzanti e donne guerriere, alcune con sacrifici rituali come capretti e libagioni di vino, simboleggianti il rito e l’estasi associati al culto dionisiaco. Al centro del dipinto, una donna accompagnata da un sileno con una torcia indica un momento di iniziazione nei misteri di Dioniso, un rito notturno che prometteva ai devoti una profonda comprensione dei cicli di morte e rinascita del dio.

Secondo il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, queste pitture non solo celebrano la ritualità ma riflettono anche una crisi religiosa che stava influenzando il mondo antico, offrendo un’immersione nei misteri di un passato remoto che risale al II millennio a.C. Dioniso, noto anche come Zagreus, era venerato dai popoli micenei e cretesi come il signore degli animali selvatici, il cui culto ha lasciato un’impronta indelebile nella storia e nella cultura dell’antica Grecia.

Questo nuovo ritrovamento non solo arricchisce il patrimonio archeologico di Pompei ma anche offre nuove prospettive sulla spiritualità e la ritualità delle antiche civiltà mediterranee, confermando Pompei come un luogo straordinario di scoperta continua e di connessione con il passato.

La scoperta di questo fregio megalografico rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione dei misteri di Dioniso e nell’interpretazione delle pratiche religiose dell’antichità, gettando nuova luce su un capitolo affascinante della storia umana.