Valori in cammino: uno zaino tra accoglienza e humanitas

17 Settembre 2025 Off Di Maria Ciniglio

Articolo a cura della prof.ssa Maria Ciniglio
Ogni viaggio che si rispetti comincia con uno zaino. Non importa quanto sia grande o pesante: ciò che conta davvero è cosa decidiamo di metterci dentro. Con questa immagine abbiamo iniziato il nostro cammino in terza liceo, un percorso che in tre anni condurrà le studentesse e gli studenti fino all’Esame di Stato.
Per avviare la riflessione, è stata proposta ai ragazzi la lettura condivisa del brano tratto dall’albo illustrato di Daniel Lumera Il mio cuore è un giardino di seguito riportato:
«Nel viaggio della vita porta con te solo uno zaino. Metti dentro prima di tutto la Gentilezza, perché attraverso l’ascolto, la cura, la presenza e l’attenzione possiamo imparare che il “noi” conta molto più dell’“io” e che a volte basta poco, se quel poco viene dal cuore.
Porta con te nello zaino anche la Fiducia nel mondo, consapevole del fatto che non è tanto ciò che accade nella vita, ma quello che fai con ciò che accade che fa la differenza. Tua è la scelta se trasformare la rabbia in distruzione o in creatività e determinazione.
Non sono i talenti, il carisma o il potere a rivelare chi siamo intimamente, ma le nostre scelte. Le grandi anime scelgono sempre l’amore. Per questo nello zaino dovresti mettere anche Felicità e Gratitudine. È davvero felice chi riesce a ricordarsi che ogni istante ancora concesso è un miracolo e sa dire grazie come prima e ultima parola, a prescindere da ciò che accade.
Gentilezza, Fiducia, Felicità e Gratitudine: queste quattro cose hanno fatto realmente la differenza nella mia vita. Te ne faccio dono.
Fai buon viaggio!»

Dopo la lettura, ogni studente ha ricevuto a turno il disegno di uno zaino vuoto. Lì dentro, simbolicamente, ognuno di loro ha scritto i valori che riteneva fondamentali da portare con sé in questo viaggio. È stato il punto di partenza per una discussione ricca e partecipata, in cui abbiamo condiviso significati, interpretazioni ed esperienze personali.

Successivamente, abbiamo discusso di gentilezza, felicità, gratitudine e amore, soffermandoci sulla loro forza, ma anche sulle difficoltà che incontriamo nel viverli davvero. Successivamente, ci siamo confrontati su altre qualità come determinazione, motivazione, ambizione, disciplina e complessità, cercando di coglierne sia gli aspetti positivi che i possibili risvolti problematici.
Uno spazio particolare è stato dedicato all’accoglienza, valore centrale e attuale in una società che deve diventare sempre più inclusiva e che non può restare indifferente di fronte alle tragedie del nostro tempo: essere capaci di accogliere significa costruire ponti, riconoscere dignità e offrire spazio all’altro, senza escludere nessuno.
Infine, due parole hanno chiuso la nostra attività e il nostro “riempire lo zaino”: empatia e humanitas. La prima, intesa come capacità di comprendere e condividere le emozioni dell’altro; la seconda, come valore ereditato dalla cultura latina, che diventa ponte ideale con il nostro programma di studi e con l’insegnamento dei classici, capaci ancora oggi di rivolgersi all’uomo contemporaneo.

Così, tra valori antichi e nuove consapevolezze, ciascuno ha riempito il proprio zaino. Non sarà sempre leggero, ma conterrà ciò che davvero conta: ciò che ciascuno è e ciò che desidera diventare. Con questo bagaglio inizia il loro viaggio: tre anni di studio e di vita che li condurranno fino all’Esame di Stato e, soprattutto, oltre quel traguardo, verso il futuro che ognuno costruirà passo dopo passo.