4 Novembre: Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate
4 Novembre 2025Un momento di memoria e di pace con i bambini della classe seconda
Oggi, 4 novembre, ricordiamo un’importante pagina della nostra storia: il giorno in cui, nel 1918, entrò in vigore l’Armistizio di Villa Giusti, firmato il giorno precedente tra l’Italia e l’Impero Austro-Ungarico. Con questo trattato, l’Austria-Ungheria riconosceva la sconfitta e l’Italia otteneva, tra le altre cose, i territori di Trento e Trieste.
Questo evento segnò la fine della Prima Guerra Mondiale per il nostro Paese.
Ogni anno, in questa data, il Presidente della Repubblica e le più alte cariche dello Stato rendono omaggio al Milite Ignoto, il soldato senza nome le cui spoglie riposano presso l’Altare della Patria a Roma. Questo monumento rappresenta tutti i caduti in guerra di cui non è stato possibile conoscere l’identità, e il 4 novembre è anche la giornata in cui si celebra l’impegno e il sacrificio delle Forze Armate italiane.
Anche i bambini della classe seconda della scuola primaria, guidati dall’Ins. Rita Caliendo, hanno voluto vivere questa giornata con momenti di riflessione e creatività. Attraverso cartelloni, poesie e schede didattiche, hanno imparato a conoscere il valore della memoria e della pace, prendendo spunto dal racconto di Hans Christian Andersen, “Il soldatino di piombo”.
La storia del piccolo soldatino di piombo – coraggioso e fedele, nonostante la sua fragilità – diventa una metafora di devozione e sacrificio, un racconto che fa comprendere ai bambini come il coraggio e l’amore possano superare le difficoltà e le ingiustizie. Proprio come il soldatino e la ballerina, che alla fine si uniscono in un simbolico cuoricino di piombo e uno strass, anche il ricordo dei caduti diventa un messaggio d’amore eterno verso la libertà e la pace.
Le guerre mondiali, oggi, appaiono ai ragazzi come eventi lontani, conosciuti solo attraverso i libri di storia o i racconti dei nonni. Ma ricordare non significa solo sapere date e battaglie: vuol dire capire la sofferenza di chi ha vissuto quegli anni terribili e riconoscere il sacrificio di chi ha perso la vita per la nostra libertà.
Solo comprendendo la follia della guerra, i giovani potranno davvero scegliere la strada del dialogo e della diplomazia, perché nessuna guerra è giusta, e ogni conflitto può essere risolto con la parola e la comprensione reciproca.
La festa del 4 novembre non deve dunque essere soltanto un ricordo del passato, ma un progetto per il futuro: un impegno a costruire insieme un mondo più giusto, più unito e più pacifico.
La pace deve diventare l’unico vero ideale dei nostri giovani, che hanno la fortuna di non aver mai conosciuto la guerra, ma che hanno il dovere di custodire e difendere i valori della libertà.
Un momento di memoria e riconoscenza, quindi, verso chi ha sacrificato la propria vita per l’Unità d’Italia, e verso le Forze Armate che ogni giorno operano per la sicurezza del nostro Paese.
Una giornata per dire, tutti insieme: “Ricordare per costruire la Pace.”





