24 gennaio – Giornata Internazionale dell’Educazione

24 Gennaio 2026 Off Di Redazione

Oggi, 24 gennaio, si celebra la Giornata Internazionale dell’Educazione, istituita nel 2018 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di promuovere l’educazione come strumento fondamentale per la pace, la giustizia sociale e lo sviluppo sostenibile.

Ancora una volta ci ritroviamo a riflettere sul diritto all’istruzione, un diritto universale che, purtroppo, non è ancora garantito a tutti. In molti Paesi del mondo, attraverso i secoli, questo diritto è diventato scontato e acquisito; in altri, invece, rappresenta un miraggio, una speranza a cui si affidano famiglie e studenti per riscattare la propria condizione sociale. L’istruzione è un diritto irrinunciabile e inalienabile, capace di favorire lo sviluppo armonioso della persona e di permettere l’espressione del pieno potenziale umano, sociale e culturale di ciascun individuo.

Educare è forse uno dei verbi più belli che esistano. Significa condurre e lasciarsi condurre, trasmettere con passione ciò che si conosce e, allo stesso tempo, lasciarsi attraversare da ciò che l’altro – l’allievo – possiede, manifesta e restituisce. Questa è la vera “mission” di ogni educatore.

Nella grande avventura della vita, l’educazione si colora di toni, sfumature e chiaroscuri: ombreggiature lasciate da figure di passaggio, ma soprattutto da educatori stabili come i genitori. Essi, nel loro ruolo, si muovono come acrobati e funamboli, in equilibrio su corde sempre nuove e mai del tutto sicure. Nell’imprevedibilità della missione educativa esistono però punti fermi che, insieme agli insegnanti, possono e devono essere garantiti ai bambini.

Proprio su questi valori si è concentrato il lavoro degli alunni della classe seconda della scuola primaria, guidata da Rita Caliendo, che hanno riflettuto sugli elementi essenziali dell’educazione:

educare alla bellezza, per donare uno sguardo nuovo a chi ha occhi velati;

educare alla vita, insegnando che non esistono scorciatoie, ma che ogni salita vale lo sforzo per la meraviglia del panorama;

educare all’amore e alla comprensione, attraverso empatia, umanità e relazioni che fanno vibrare cuori e pensieri;

educare a fare la differenza, sviluppando pensiero critico e responsabilità in una società spesso segnata dall’omologazione;

educare alla libertà, guidando il bambino verso l’autonomia nel pensiero e nell’azione;

educare all’umanità, per favorire la comprensione reciproca in un mondo attraversato da conflitti e violenze;

educare alla salute, promuovendo stili di vita sani e il rispetto del corpo e della mente;

educare al lavoro, valorizzando impegno, passione e sacrificio;

educare alla giustizia e alla legalità, attraverso la conoscenza dei diritti, dei valori e dell’onestà;

educare alla pace, imparando a mediare i conflitti e ad ascoltare le ragioni degli altri;

educare all’uguaglianza e alla diversità, riconoscendo il valore delle differenze;

educare al pluralismo delle idee, al confronto e alla convivenza civile;

educare al rispetto di tutti i credi religiosi, intesi come occasione di reciproco arricchimento culturale.

Oggi parlare di educazione significa possedere competenze e consapevolezze che permettano di costruire un’azione educativa condivisa tra famiglie e scuola, riducendo le distanze e creando un dialogo autentico, fondato su valori comuni e su un obiettivo condiviso: il bene dei bambini e dei ragazzi.

È fondamentale educare fin dalla nascita, scegliendo in modo consapevole i luoghi e le figure educative, senza affidarsi al caso ma con uno sguardo rivolto al futuro.

Il compito dell’educatore è saper cogliere il soffio vitale di ogni individuo e intrecciarlo con quello educativo, accompagnandolo nella crescita e nella costruzione di relazioni significative, dove l’Io diventa Noi, in un cammino di pace che rappresenta la vera marcia trionfale delle nostre vite.