Università italiane nella classifica QS Europe 2026

31 Gennaio 2026 Off Di Antonio Auricchio

È stata pubblicata la classifica “QS World University Rankings: Europe 2026”, che raccoglie le migliori università europee valutandole per qualità della didattica, ricerca, reputazione internazionale e occupabilità dei laureati. I dati che emergono offrono un quadro complesso per l’Italia, fatto di segnali positivi ma anche di criticità strutturali.

Il nostro Paese si conferma il quarto più rappresentato in Europa, con 65 università presenti nella graduatoria, un numero in crescita rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, questa maggiore presenza non si traduce automaticamente in un miglioramento delle posizioni: molti atenei italiani perdono terreno rispetto alle altre università europee.

Solo quattro università italiane rientrano nella top 100. Il Politecnico di Milano resta l’ateneo italiano con il punteggio più alto, ma scende di 7 posizioni, fermandosi al 45° posto. Anche l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna esce dalla top 50, passando dal 48° al 59° posto. Un dato più incoraggiante arriva dall’Università di Padova, che si colloca al 92° posto su 958 atenei, rientrando così nel 10% delle migliori università europee e consolidando la quarta posizione in Italia.

A livello generale, la situazione appare preoccupante: delle 51 università italiane già classificate in passato, solo 14 migliorano la propria posizione, mentre 35 peggiorano. Il tasso netto di calo è del 41%, uno dei più alti in Europa, inferiore solo a quello di Slovacchia, Ucraina e Francia.

Un altro punto critico riguarda il rapporto tra università e mondo del lavoro. L’Italia risulta debole sul fronte dell’occupabilità dei laureati: soltanto Sapienza Università di Roma rientra tra le prime 50 università europee per risultati occupazionali. Inoltre, il nostro Paese è tra i maggiori “esportatori” di studenti, ma fatica ad attrarne dall’estero. Negli ultimi dieci anni, l’Italia ha perso quasi 100.000 laureati tra i 25 e i 35 anni, un dato che evidenzia il fenomeno della cosiddetta fuga dei cervelli.

Per quanto riguarda la Campania, l’Università Federico II di Napoli si conferma il primo ateneo regionale nella classifica QS. Per trovare un’altra università campana bisogna però scendere fino al 325° posto, occupato dall’Università di Salerno. Seguono l’Università degli Studi di Napoli Parthenope al 471° posto e l’Università della Campania Luigi Vanvitelli al 482°.

Non mancano, comunque, segnali positivi. Quest’anno l’Italia ha aggiunto 14 nuove università alla classifica (+27%), due delle quali rientrano tra le prime 500 in Europa. Tra queste, l’Università di Cagliari è la meglio posizionata (482° posto), seguita dall’Università di Cassino e del Lazio Meridionale (491° posto). L’Università di Roma Tor Vergata entra nella top 150, guadagnando ben 17 posizioni, mentre l’Università di Catania registra il miglior miglioramento italiano, salendo di 56 posizioni fino al 301° posto. Bene anche l’Università di Genova, che avanza di 20 posizioni raggiungendo il 204° posto.

In conclusione, la classifica QS Europe 2026 mostra un sistema universitario italiano ricco di potenzialità, ma ancora in difficoltà nel confronto internazionale. Più università entrano in classifica, ma servono investimenti, innovazione e politiche efficaci per migliorare la qualità della formazione, trattenere i giovani talenti e rendere l’Italia un Paese più attrattivo per studenti e ricercatori europei.