Napoli Esplode di Luce: Al Real Albergo dei Poveri la Magia di Mario Amura
7 Aprile 2026Fino al 24 aprile 2026, le monumentali sale del Real Albergo dei Poveri ospitano un evento che sta lasciando a bocca aperta chiunque varchi la soglia: la mostra “Napoli Explosion” di Mario Amura. Curata da Sylvain Bellenger (già direttore di Capodimonte), l’esposizione non è una semplice collezione di foto, ma un’esperienza sensoriale che ti catapulta in una Napoli mai vista prima.
Un colpo d’occhio abbagliante
Appena entri, vieni travolto dal colore. Il visitatore è letteralmente abbagliato da opere che sfidano la logica: linee infinite e sfumature elettriche che accendono la curiosità. Ti ritrovi a chiederti: “Ma è davvero una fotografia?”. La risposta sta in un mix incredibile di arte, scienza e pazienza.
Quindici anni in dieci minuti
Il progetto nasce da un’impresa quasi folle: per quindici anni, ogni notte di Capodanno, Mario Amura è salito sul Monte Faito insieme a un gruppo di amici fidati e alla compagna Claudia Ascione. Da lassù, mentre tutti festeggiano, lui ha fotografato l’immenso spettacolo dei fuochi d’artificio che illuminano il golfo.
“Un rituale esorcistico per fugare la paura che il Vesuvio esploda”, spiega l’artista. Centinaia di migliaia di luci che, grazie a tempi di esposizione lunghissimi e movimenti sapienti della camera, si trasformano in dipinti astratti.
L’allestimento è mozzafiato. Le grandi finestre dell’Albergo dei Poveri inondano le opere di un rosso incandescente. È un richiamo al magma del vulcano, ma anche alla luce della camera oscura dove nasce la fotografia. Amura ci invita a riflettere sul tempo: quello brevissimo di uno scatto, quello millenario del Vesuvio e quello della nostra città, che proprio quest’anno festeggia i suoi 2.500 anni.
Tecnologia immersiva: NYA
Se le foto non vi bastano, la mostra offre NYA – Now Your Art, un’esperienza in realtà virtuale (VR). Indossando il visore, ci si ritrova nel cuore della notte di Capodanno attorno al Vesuvio. Il punto di vista cambia, si muove, diventando parte integrante dell’opera stessa.
E’ una mostra che parla di noi, della nostra terra e di come l’arte possa trasformare un momento di festa in una riflessione profonda sulla percezione e sulla bellezza. Non è solo “guardare dei quadri”, è sentirsi parte di un’esplosione vitale.
Non perdete l’occasione di scoprire questa “alba cosmica” napoletana. C’è tempo fino al 24 aprile!
L’ingresso è gratuito





