Tra storia e leggenda: sulle tracce del vampiro a Santa Maria la Nova

1 Novembre 2025 Off Di Redazione

Gli studenti del Montessori sulle orme di Vlad III, tra letteratura gotica e proibizioni vittoriane

Pubblichiamo la sintesi della visita di istruzione coordinata dalla Prof.ssa Ornella Puca

Nel cuore di Napoli, tra le arcate del chiostro monumentale di Santa Maria la Nova, riecheggiano oggi antiche leggende e nuove curiosità. Proprio qui, secondo una suggestiva ipotesi storica, riposerebbero le spoglie di Vlad III di Valacchia, il principe che la tradizione ha trasformato nel famigerato Conte Dracula.

È in questo luogo intriso di mistero che gli studenti dell’Istituto Montessori hanno partecipato a una visita guidata dallo sfondo letterario, a pochi giorni da Halloween: un affascinante incontro tra cultura, storia e immaginario gotico.

L’esperienza ha offerto ai ragazzi l’occasione di esplorare la figura del vampiro, non solo come creatura delle tenebre, ma come simbolo delle paure e dei desideri più profondi dell’animo umano.

Il percorso è partito da John Polidori, giovane medico e scrittore italiano al seguito di Lord Byron, autore nel 1819 del racconto The Vampyre, considerato la prima vera opera letteraria dedicata al mito. Nel racconto di Polidori, il vampiro è un aristocratico affascinante, un predatore elegante e decadente: una metafora perfetta della società ottocentesca, divisa tra moralità rigida e pulsioni nascoste.

Da lì, il passo verso Bram Stoker e il suo immortale Dracula (1897) è stato naturale. Nella Londra vittoriana, segnata da repressione sessuale, timori scientifici e crisi di identità religiosa, il vampiro di Stoker diventa lo specchio delle paure e delle proibizioni dell’epoca: il desiderio, la malattia, la contaminazione, la trasgressione. Il conte che giunge dall’Est non è solo un mostro assetato di sangue, ma anche un simbolo di ciò che la società vittoriana cercava di nascondere sotto il velo della rispettabilità.

Durante la visita, gli studenti hanno potuto collegare queste riflessioni al mistero partenopeo che aleggia su Santa Maria la Nova, dove un’antica lastra funeraria decorata con un enigmatico stemma è stata interpretata da alcuni studiosi come il possibile sepolcro proprio di Vlad l’Impalatore. Tra storia e leggenda, fede e superstizione, la Napoli rinascimentale si intreccia così con la mitologia dell’Europa orientale e con la fantasia letteraria ottocentesca.

In prossimità di Halloween, festa che celebra il confine sottile tra vivi e morti, la visita si è trasformata in una lezione di cultura e immaginazione, in cui i ragazzi hanno scoperto come la letteratura gotica riesca ancora oggi a dare voce alle nostre paure più antiche e ai desideri più segreti.

Come ha sottolineato il prof. Giuseppe Reale, direttore del complesso monumentale, “Il vampiro è una figura che cambia con i tempi: nasce dalla storia, attraversa i romanzi e continua a parlarci di ciò che ci spaventa e ci attrae.”

E forse, tra le ombre del chiostro di Santa Maria la Nova, non è poi così difficile credere che Dracula non sia soltanto un personaggio di fantasia, ma un frammento vivo del nostro immaginario collettivo.