Raccontarsi attraverso la storia: il Laboratorio di Scrittura Autobiografica

30 Ottobre 2026 Off Di Redazione

Nell’ambito delle attività previste dal Piano dell’Offerta Formativa per l’anno scolastico 2026/2027, la prof.ssa Rosa D’Alessandro, docente di Lettere della classe II A della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto “Maria Montessori” di Somma Vesuviana, ha ideato e realizzato un Laboratorio di Scrittura Autobiografica, un percorso didattico volto a stimolare la creatività, la riflessione personale e le competenze linguistiche degli studenti.

L’attività ha coinvolto i ragazzi in un’esperienza di scrittura originale e coinvolgente, invitandoli a vestire i panni di illustri personalità del panorama culturale, scientifico e artistico, raccontandone la vita in prima persona, come se fossero essi stessi i protagonisti delle vicende narrate.

Attraverso questo esercizio di immedesimazione, gli alunni hanno avuto l’opportunità di esplorare nuove modalità espressive, ricostruire percorsi biografici, interpretare esperienze e punti di vista differenti, sviluppando capacità narrative, proprietà di linguaggio, pensiero critico ed empatia.

Il laboratorio si è rivelato, dunque, un’importante occasione per comprendere come la scrittura non sia soltanto uno strumento di comunicazione, ma anche un mezzo per conoscere gli altri, interpretare la realtà e dare voce alle esperienze umane.

Tra le produzioni realizzate, si distinguono per maturità espressiva, cura stilistica e originalità narrativa i lavori degli alunni Anna Saturno e Carmine Tranchese, che vengono presentati di seguito come testimonianza del percorso svolto e dell’impegno creativo dei ragazzi.

Lasciamo ora spazio alle loro parole, perché siano proprio gli studenti, attraverso i loro elaborati, a raccontare il valore di questa esperienza.

Alunna: Anna Saturno

Personaggio: Margherita Hack

Sono nata a Firenze nel 1922, in una casa piena di libri, animali e rispetto per la libertà. Fin da bambina non ho mai sopportato le regole senza senso e ho sempre preferito correre all’aria aperta piuttosto che stare con le mani in mano; adoravo l’atletica, il salto in alto e la bicicletta, passioni che mi hanno insegnato la disciplina e la fatica. La mia vera passione, però, è arrivata quando ho iniziato a guardare il cielo notturno non solo con stupore, ma con la voglia di capire le leggi della fisica che muovono le stelle e i pianeti. Ho deciso così di studiare fisica e di dedicarmi all’astrofisica, un percorso che all’epoca facevano pochissime donne. Non è stato sempre facile farmi ascoltare in un ambiente di soli uomini, ma la curiosità e la determinazione mi hanno aiutata a superare ogni ostacolo. Con gli anni sono diventata la prima donna a dirigere l’osservatorio astronomico di Trieste, portandolo a grandi livelli in tutto il mondo. Ho passato notti intere a guardare le stelle per capire di cosa fossero fatte, sentendomi vicina all’infinito. Raccontare la bellezza della scienza a tutti, con parole semplici e con il mio accento toscano, è stata la cosa più bella della mia vita, perché la conoscenza rende liberi.

Alunno: Carmine Tranchese

Personaggio: Geolier

Ciao, sono Geolier, ma il mio vero nome è Emanuele Palumbo. Sono nato il ventitré marzo del duemila a Napoli, nel quartiere di Secondigliano. Secondigliano è un quartiere difficile, dove non tutti hanno le stesse opportunità, ma è anche un quartiere pieno di cuore, di famiglia e di rispetto. Da piccolo non ero il migliore a scuola. Avevo due grandi passioni: il calcio e la musica. A casa mia ascoltavo musica italiana e anche rap americano. Mi chiudevo in cameretta e iniziavo a scrivere le prime rime sul quaderno. Il nome Geolier l’ho scelto perché da noi a Napoli significa “uno di strada”, cioè chi conosce le strade e le rispetta. Non vuol dire fare cose brutte, ma conoscere la realtà e non dimenticare mai da dove vieni. A diciotto anni ho pubblicato la mia prima canzone vera su YouTube, “P Secondigliano”. L’ho registrata con pochi soldi, ma in pochissimi giorni l’hanno ascoltata migliaia di persone del mio quartiere.

All’inizio la mia famiglia era preoccupata perché fare il cantante è un lavoro difficile. Oggi ho cantato insieme a artisti famosi come Guè, Sfera Ebbasta, Ultimo e ho anche partecipato al Festival di Sanremo nel 2024 con la canzone “I p’ me, tu p’ te”.

I due testi presentati evidenziano un’eccellente assimilazione degli obiettivi del laboratorio, pur nell’esplorazione di due figure storicamente e culturalmente distanti:

L’elaborato dell’alunna Anna Saturno (Margherita Hack) si distingue per il rigore narrativo e l’efficace resa del pensiero scientifico. Attraverso una prosa fluida ed ematica, l’alunna è riuscita a cogliere la duplice anima dell’astrofisica: la rigida disciplina della ricerca e l’impegno civile volto alla divulgazione inclusiva e democratica del sapere.

L’elaborato dell’alunno Carmine Tranchese (Geolier) dimostra una spiccata capacità di comprensione del linguaggio e dei valori contemporanei. Il racconto restituisce con autenticità la dimensione del riscatto sociale attraverso la musica, evidenziando il profondo legame con le proprie radici e il valore dell’identità territoriale quale motore di crescita personale ed artistica.

Entrambe le produzioni confermano la validità pedagogica dell’esercizio autobiografico, capace di coniugare il potenziamento delle competenze linguistico-espressive con lo sviluppo di un’elevata sensibilità empatica e critica.