Approvata la riforma dell’Esame di Stato: torna l’“esame di maturità”
4 Settembre 2025Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge che ridisegna profondamente lo svolgimento dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione. La riforma, che introduce cambiamenti sia terminologici che strutturali, punta a rafforzare il valore formativo e orientativo della prova finale, restituendole al contempo la denominazione tradizionale di “esame di maturità”.
La scelta di riprendere il termine “maturità” non è solo simbolica: vuole sottolineare il carattere di crescita critica, etica, civica e relazionale che accompagna il percorso scolastico degli studenti. Parallelamente, i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, già noti come alternanza scuola-lavoro, assumono la nuova denominazione di “percorsi di formazione scuola-lavoro”, rafforzando l’integrazione tra il mondo dell’istruzione e quello produttivo.
Il decreto ridefinisce l’architettura dell’esame con l’obiettivo di valorizzare lo sviluppo integrale delle studentesse e degli studenti e di potenziare la funzione formativa e culturale della prova.
Commissioni più snelle
La composizione delle commissioni d’esame viene modificata: saranno costituite da due commissari esterni e due interni per ciascuna delle due classi abbinate, in luogo dei tre esterni e tre interni previsti finora. Una scelta che mira a semplificare le procedure e alleggerire il carico organizzativo delle scuole.
Colloquio e prove
Il colloquio orale assume un nuovo ruolo centrale: verterà su quattro discipline, individuate annualmente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, rappresentative delle competenze fondamentali di ciascun indirizzo di studio. È inoltre stabilito che il rifiuto di sostenere l’orale comporterà automaticamente la non ammissione al diploma, in quanto l’esame si considera superato solo con lo svolgimento completo delle due prove scritte nazionali e del colloquio.
La commissione avrà la possibilità di attribuire fino a tre punti aggiuntivi agli studenti che totalizzino almeno 97 punti.
Esami integrativi e passaggi di indirizzo
Un’altra novità riguarda gli esami integrativi, rivolti agli studenti che intendono cambiare indirizzo a partire dal terzo anno: le prove saranno concentrate in un’unica sessione, da svolgersi prima dell’inizio delle lezioni, così da agevolare i passaggi tra percorsi formativi diversi.
Invalsi e curriculum dello studente
Infine, il decreto interviene sul curriculum dello studente, stabilendo che i risultati delle prove Invalsi non saranno più riportati con punteggi numerici ma descritti in forma testuale e collocati in una sezione dedicata, consultabile solo al termine dell’esame di maturità. Una misura pensata per ribadire la funzione orientativa di queste prove e non il loro valore selettivo.





